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L'occhio nel ciclone

pubblicato il 02/01/2017

di Lucia Gliceri (Oculista)

L'occhio nel ciclone

Una condizione causata da affaticamento, dovuta a un sovraccarico lavorativo dell’apparato muscolare oculare, che non deve essere trascurata

Qualsiasi prestazione visiva “per vicino” implica un complesso meccanismo fisiologico noto come sincinesia per vicino, che si realizza tramite la contrazione associata di tre muscoli: quello ciliare per la messa a fuoco (ACCOMODAZIONE), quelli retti mediali per la focalizzazione dell’immagine (CONVERGENZA) e lo sfintere dell’iride (DINAMICA PUPILLARE). L’astenopia, indicata come “disconfort visivo”, è una condizione causata da affaticamento, dovuto a un sovraccarico lavorativo dell’apparato muscolare oculare, secondario a una messa a fuoco continua e a un’eccessiva convergenza richiesta in risposta allo sforzo visivo necessario per ottenere un’immagine distinta.
I disturbi astenopeici sono associati a situazioni in cui i processi accomodativi e i movimenti di vergenza degli occhi sono più intensi: lavoro ravvicinato (ad esempio al monitor del PC), condizioni di bassa illuminazione, lettura per molto tempo.

ASTENOPIA ACCOMODATIVA: si ha nei casi in cui l’accomodozione richiesta sia superiore a quella disponibile nel soggetto in quel momento.
ASTENOPIA DA SOVRACCARICO: si riscontra nei bambini e ragazzi in età scolare, impegnati per molte ore in attività da vicino.
ASTENOPIA OCCUPAZIONALE: si riscontra nei videoterminalisti e nei soggetti che svolgono un lavoro prossimale impegnativo.


L’applicazione per vicino è divenuta via via più frequente per il sempre maggiore utilizzo di strumenti digitali come smartphone e tablet. Guardando in continuazione schermi digitali, gli occhi sono sottoposti a un enorme stress visivo causato dalla ravvicinata distanza di lettura, dai caratteri molto piccoli, dalla richiesta continua di messa a fuoco a diverse distanze e dalla retroilluminazione dei monitor, che risulta spesso mal calibrata.
L’astenopia si manifesta con un insieme di sintomi e segni in prevalenza oculari come fotofobia (disagio alla luce), visione sfuocata e/o sdoppiata, riduzione dell’acuità visiva, bruciore, lacrimazione, prurito, secchezza, sensazione di sabbia, rossore, dolore al bulbo, ma che possono accompagnarsi anche a sintomi generali quali cefalea, astenia, nausea, sintomi da alterata postura. L’astenopia occupazionale ha sicuramente una componente psicoemotiva significativa: ad oggi non è possibile una sua quantificazione obiettiva, ha caratteristiche di rapida reversibilità, non c’è evidenza che possa diventare cronica. La valutazione dei possibili effetti sulla salute del lavoro svolto al videoterminale e delle attività con impegno visivo riveste un ruolo importante, sia in conseguenza dell’elevato numero di addetti che per l’elevata percezione del rischio da parte dei lavoratori. Ad oggi, i rimedi sono principalmente di tipo preventivo: alimentazione equilibrata, sufficiente apporto di liquidi, eventuale utilizzo di lenti da riposo, normative che regolano il tempo di permanenza davanti al monitor durante le ore di lavoro, sana igiene ambientale. I sintomi del’astenopia possono essere ridotti con l’utilizzo di integratori in grado di migliorare il trofismo dei muscoli oculari e di sostituti di lacrimali che mitigano il senso di bruciore e secchezza.

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