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Due Nobel a confronto sulla longevità: Elizabeth Blackburn e HeinrichWarburg

pubblicato il 25/07/2017

ghiandola pineale e studi sulla longevità

Gli studi di due luminari confermano la bontà del nostro protocollo. 

E allora, diamo più anni alla vita e più vita agli anni! 

Icima alla piramide della“Salute Più” del Mare Termale Bolognese è posta la cura Saninforma120®, che ha come obiettivo quello di dare “anni alla vita e vita agli anni” verso i 120 in salute e in forma. Si tratta di un obiettivo non irraggiungibile: lo dimostrano i milioni di ultracentenari presenti oggi nel mondo, come pure i progressi della scienza medica su cui il protocollo è basato. Su questo tema, infor- miamo volentieri i lettori della recente pubblicazione di Elizabeth Blackburn (premio Nobel 2009 per la scoperta della Telomerasi): La scienza che allunga la vita.

Tutti sanno che i geni sono contenuti nei cromosomi; questi sono guidati e controllati dai telomeri, che si accorciano a ogni divisione cellulare. A seconda del logorio cui sono sottoposti, essi stabiliscono la velocità dell’invecchiamento e della loro morte. Oggi è scientifi- camente provato che tale invecchiamento è frutto di un processo flessibile, che come tale può essere rallentato, accelerato e addirittura invertito, come dimostrato nel volume della Blackburn.
Ebbene, tutti questi processi fanno capo alla ghiandola pineale, perché è essa che regola il bioritmo circadiano e circaniano, e quindi è essa a regolare il bioritmo delle divisioni cellulari, cioè dell’attività e della durata dei telomeri.

A proposito della longevità, sono interessanti le numerose sperimentazioni fatte dal Professor Pierpaoli per ben 33 anni nei confronti della ghiandola pineale. Desideriamo ricordare il più significativo: il trapianto incrociato di ghiandola pineale da un topo vecchio al giovane e dal giovane al vecchio. L’esperimento fa sì che, un anno dopo, il topo giovane e quello anziano siano indistinguibili.

È vero quindi che la ghiandola pineale determina il bioritmo della vita e ne stabilisce anche la longevità. Ma quello che è molto importante è che tale ghiandola elabora una serie di ormoni che sono alla base della salute e del benessere della persona umana: la triptammina, la serotonina, la melatonina, la pinealina… ed è per questo che quando la pineale comincia a invecchiare subentrano la malinconia, l’ansia, la depressione.

Come si spiega l’invecchiamento di questa ghiandola così impor tante per l’uomo?
Il rallentamento di tale ghiandola comincia fra i 45 e i 55 anni, quando all’esame della diagnostica per immagini comincia a presentare delle calcificazioni. Ebbene, tutto questo può dipendere dall’attività dei mitocondri cellulari, che pochissimi conoscono nella loro vera attività. Essi infatti pro- ducono l’energia di tutto il corpo umano (ATP); elaborano la materia prima di tutta la rigenerazione cellulare e nello stesso tempo procedono all’apoptosi, cioè la morte programmata delle stesse cellule; sono l’espressione più alta del metabolismo, motivo per cui ogni dieta che si rispetti deve partire dai mitocondri. È a questo punto che si inserisce l’altro premio Nobel, il dottor Heinrich Warburg, il quale ha dimostrato che se ai mitocondri non arriva sufficiente ossigeno per un lungo periodo (cosa che non dipende solo dalla respirazione, ma dai processi di vasocostrizione e dalla reattività della membrana cellulare), si crea un’acidosi cellulare che porta lungo il tempo a processi degenerativi.

È in questo momento che che subentrano i meccanismi tampone dell’organismo, che prendono il calcio dalle ossa per alcalinizzare il sangue. Tutto que- sto però porta residui di calcio, che lungo il tempo creano veri e propri processi di indurimento dei mito- condri, ne rallentano l’attività e arrivano all’attività della pineale, fino a bloccare i processi fisiologici di sua pertinenza.

Ecco il grande collegamento anatomico-fisiologico tra ghiandola pineale, telomeri e mitocondri, che rappresentano un terzetto formidabile per la nostra giovinezza e la nostra vita. Proprio per questo la cura Saninforma120® oggi si presenta come il protocollo più efficace nel raggiungere l’obiettivo di dare “anni alla vita e vita agli anni”, perché essa è basata sulle scoperte scientifiche più recenti: e i risultati di coloro che vi si applicano lo dimostrano.

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