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Alla scoperta della Linea Gotica

pubblicato il 08/06/2016 |

Di Emilio Prantoni (storico, scrittore)
Linea Gotica Villaggio della Salute Monterenzio Bologna

Lassù, a cavallo fra Emilia e Toscana, la Seconda Guerra Mondiale visse momenti terribili e fondamentali. Riviveteli insieme a noi.


Col fronteggiarsi degli eserciti avversari Alleati e Tedeschi, il passo della Futa, posto in posizione dominante lungo la Linea Gotica, divenne tragico teatro di cruenti episodi bellici e di indicibili sacrifici da parte degli eserciti che si contendevano il terreno passo passo, fino allo sconfinare nell’aperta Val Padana che diede luogo a un rapido arretramento da parte dei Tedeschi e all’avanzare vittorioso dell’esercito alleato. Quello stupendo e pittoresco paesaggio su cui oggi corre la strada statale della Futa, che congiunge Firenze a Bologna, valicando l’Appennino, divenne terreno di contesa nel fango, e rese leggendario, fra mille difficoltà, l’avanzare alleato e il lento arretrare tedesco, con uomini decisi a tutto, rinserrati nei bunker, nelle casematte in cemento armato, nelle trincee che costellavano le pendici della Futa a difesa della strada nei secoli percorsa, come sede del “Gran Tour” fino dal 1752, anno in cui fu pressoché terminata, da eminenti personaggi come De Montaigne, Tolstoj, Goethe, Casanova, de Sade, Stendhal, Gautier e molti altri ancora che hanno lasciato memorabili ricordi di quei luoghi nelle loro “pagine di viaggio”. Lungo questi tracciati si incontrano fenomeni naturali come i celebri ”fuochi” di Pietramala, conformazioni geologiche come i massi erranti di origine ofiolitica, gli affascinanti paesaggi calanchiferi nelle medie valli del fiume Santerno, del Sillaro e dell’Idice, antichi hospitali per i pellegrini, vestigia di antichi conventi o insediamenti millenari, per non parlare dell’antico tracciato della Flaminia Minor (187 a.C.), della antica Via di Stade e del leggendario passo dell’Osteria Bruciata.
Lungo le vie che permettono di raggiungere con comodità e con i mezzi più svariati questi luoghi, sarà possibile filtrare questo incantevole territorio partendo ipoteticamente dal Villaggio della Salute Più, adagiato sulle rive erbose del medio Sillaro. Attraverso questi itinerari si riscontrano significativi elementi che caratterizzano il territorio in senso storico e paesaggistico: il Dragone di Sassuno, o Salse di Sassuno, con emissione di gas e tracce di petrolio, il Passatoio romano che permetteva alla Via Flaminia il superamento di una profonda depressione valliva passando su un’ardita e sinuosa cresta calanchiva. In posizione dominante, il noto santuario di Monte delle Formiche. Dalla Valle dello Zena si raggiunge Livergnano, pittoresco borgo con abitazioni rientranti nelle numerose grotte a ridosso dellle case. Una di queste grotte ospita un grazioso museo di guerra privato. Interessanti e ricchi di storia i paesi e borgate che attraversano gli itinerari: Monterenzio col museo archeologico, l’insediamento celtico-etrusco di Monte Bibele, le antiche miniere di rame, Sassoleone (tristemente nota per l’eccidio nazista consumato da quelle parti), le vicende di Armaciotto dei Ramazzotti a Belvedere.Giugnola, Mercurio, Piancaldoli con le alterne vicende che hanno inizio dalla Donazione matildina del 1077 fino alle alterne vicende di lotta fra Ubaldini, Riario-Sforza e Lorenzo il Magnifico. A Piancaldoli, con i resti della rocca, il Marzocco che presiede la piazza, un affresco ritenuto della scuola di Filippino Lippi, staccato dal vicino ospedale per pellegrini, ora quasi scomparso e collocato nella chiesa prepositurale.
Di fronte a Giugnola troviamo Ca’ di Guzzo, teatro di una cruenta battaglia fra Tedeschi e Partigiani della 36° Brigata Garibaldi nel settembre del ’44. Proseguendo verso il Passo della Raticosa si incontrano i suggestivi Sassi di San Zanobi e della Maltesca, con l’affascinante leggenda della gara fra il Diavolo e San Zanobi, arcivescovo di Firenze. Il Sasso di San Zanobi fu teatro di una battaglia cruenta fra carrarmati alleati e tedeschi denominata ”Battaglia della roccia” (752 Tank Battalion in the Battle at ”The Rock”); putroppo in questa fase andò distrutta l’antica chiesetta dedicata a San Zanobi, che era appollaiata sul fianco del Sasso. A Filigare, nei pressi della Raticosa, si ammira la grande dogana granducale ancora intatta, oltre alle vestigia di un antico ospedale per pellegrini e una stazione di posta. A Pietramala, i celebri “fuochi” che sbalordivano i viandanti e che diedero luogo al sinistro toponimo. Nei pressi della Traversa, alla Villa Castello, che fu residenza prima del feldmaresciallo Kesserling, poi del generale Clark. Alla Futa, il grande cimitero tedesco, una scenografia spettacolare dove in estate si recitano tragedie greche con grande successo. Sul versante sud-ovest della Futa, nei dintorni di Santa Lucia e di Panna, quest’ultima località celebre per le sorgenti purissime di acqua minerale, si possono visitare le casematte in cemento armato dove venivano posizionate le torrette di carrarmato e i grandi bunker per artiglieria costruiti dalla Todt per il controllo della strada statale.
 

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