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Cos'è il linfedema e quali sintomi presenta

pubblicato il 17/10/2019 | #trattamento #cura #prevenzione #linfedema #bologna #denisa giardini #vodder #linfodrenaggio #massaggio linfodrenante #bendaggio compressivo

cos'è il linfedema e quali sintomi presenta

A cura della dott.ssa Denisa Giardini, medico specialista in medicina interna

 

Il linfedema si può definire come un accumulo anomalo di acqua e proteine nello spessore dell’interstizio, associato a un quadro infiammatorio cronico e fibrosi tessutale.

 

Quali sono gli stadi del linfedema?

Esistono 4 stadi in cui il linfedema viene classificato:

 

Stadio 0 o di latenza

Riguarda tutti i pazienti che abbiano avuto un trattamento chirurgico e/o radioterapico su una stazione linfonodale a causa di patologia tumorale.

Anche se il linfedema non si è presentato esistono i presupposti anatomici a che ciò avvenga, in quanto la capacità di trasporto linfatico locoregionale è diminuita.

Il rischio di presentare prima o poi un linfedema è presente per tutta la vita.

 

Stadio 1 o spontaneamente reversibile

  • L’edema si può presentare senza causa apparente durante la giornata.
  • L’aumento di volume è identificabile comparando l’arto affetto con il controlaterale e il segno di fovea (rimane una impronta della pressione esercitata da un dito sul tessuto edematoso) si evidenzia solo con una pressione abbastanza sostenuta.
  • Il paziente spesso riferisce della scomparsa dell’edema al momento del risveglio mattutino e la sua ricomparsa può evidenziarsi durante la giornata o non ripresentarsi affatto per qualche tempo.
  • Proprio per l’intermittenza dei sintomi alcuni tendono a sottovalutare il problema ed a non sottoporsi a trattamento adeguato.

 

Stadio 2 o spontaneamente irreversibile

  • L’arto rimane edematoso in modo permanente.
  • Si presentano a questo punto modificazioni del tessuto: l’arto aumenta progressivamente e permanentemente di volume.
  • Il segno di fovea scompare in quanto il tessuto diviene fibroso e perde la sofficità presente nello stadio 1.
  • L’ampiezza dei movimenti dell’arto è seriamente compromessa a causa della rigidità cutanea.
  • Interviene una maggiore sensibilità alle infezioni localizzate.
  • Possono comparire complicanze psicologiche e sociali a causa della mutazione dello stile di vita.

 

Stadio 3: elefantiasi

È il quadro più grave della patologia.

In aggiunta a quanto citato per gli stadi 1 e 2 abbiamo:

  • Complicanze cutanee quali: papillomatosi, ipercheratosi e micosi.
  • Deformazione significativa dell’arto dovuta a ipertrofia del sottocute.
  • Aumento del rischio di infezioni.
  • Macerazione tessutale.
  • Ulcerazioni, formazioni di ferite.
  • Diminuzione della mobilità a causa dell’indurimento cutaneo e del peso dell’arto.
  • Igiene compromessa a carico dell’arto colpito.

Le caratteristiche presenti nello stadio 3 spesso portano alla cessazione del lavoro, isolamento sociale, disabilità fisica, obesità.

In rari casi si può assistere allo sviluppo di un linfosarcoma, con conseguenti demolizioni chirurgiche.

 

Qual è l’impatto del linfedema sulla qualità della vita?

  • L’aumento di volume cronico di un arto o di una sua parte.
  • La malattia è progressiva e tende a peggiorare nel tempo.
  • Possono presentarsi aumento del peso dell’arto con limitazione della motilità.
  • Episodi ricorrenti di infezione possono richiedere ospedalizzazioni a ogni episodio.
  • L’ispessimento e l’indurimento dei tessuti possono portare a fibrosi, ulteriori patologie cutanee e ulcerazioni.
  • Possono presentarsi problemi nell’abbigliamento e nella scelta delle calzature adatte.
  • Mutazione dello stile di vita e del lavoro, soprattutto se l’attività lavorativa esercitata può peggiorare il linfedema.
  • Insorgenza di depressione e progressiva chiusura al mondo esterno.

 

Come si cura il linfedema?

Offerta terapeutica al paziente con linfedema presso il centro linfedema:

  • Visita e inquadramento medico; stadiazione del linfedema (dott.ssa Giardini).
  • Trattamento fisioterapico con drenaggio linfatico manuale Vodder-originalmethode e bendaggio compressivo linfologico multistrato; programma nutrizionale adatto, supporto psicologico se opportuno.
  • Controllo medico a fine ciclo e prescrizione di tutore elastocompressivo standard o su misura.
  • Selezione dei pazienti da inviare all’intervento di autotrapianto linfonodale.
  • Follow up dopo autotrapianto, individuazione per pazienti lontani di personale specializzato in grado di eseguire vicino al domicilio il trattamento di mantenimento/svezzamento.

 

Cura e trattamento del linfedema a Bologna

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