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Onde d'urto: una terapia efficace in ortopedia e traumatologia

pubblicato il 15/01/2019 | #terapie #ortopedia #traumotologia #bologna #mestre. mtb

terapia onde d'urto

di Federica Pagliarone, Giornalista scientifica

Con la consulenza del dott. Giuseppe Maradei, medico competente in medicina fisica e riabilitazione presso il Poliambulatorio Antalgik di Mestre.

La tecnologia delle onde d’urto è nata in Germania diversi anni fa e, a cavallo degli anni 2000, ha trovato un enorme impulso nella ricerca scientifica in Europa e nel mondo. Impiegate a partire dal 1980 per il trattamento della calcolosi renale, verso la metà degli anni ottanta sono state applicate anche in campo ortopedico, sia nell’ambito delle malattie dei tessuti ossei che dei tessuti molli. Attualmente le onde d’urto rappresentano una delle più recenti ed efficaci terapie non invasive per il trattamento di alcune patologie dell’apparato muscolo scheletrico.

Ma cosa differenzia le onde d’urto rispetto alle terapie tradizionali quali ad esempio gli ultrasuoni, la magnetoterapia e le infiltrazioni?

Mentre i trattamenti fisici tradizionali non vanno oltre il tentativo di controllare l’infiammazione ed il sintomo dolore - e sono pertanto trattamenti “passivi” in quanto non intervengono sulle cause responsabili della malattia - le onde d’urto focalizzate ad alta energia, inducono degli “effetti biologici” intervenendo all’origine della cascata di eventi responsabili dell’infiammazione e del dolore. Le onde d’urto emesse inoltre hanno una profondità di penetrazione variabile in relazione alla patologia da trattare e l’alta precisione di focalizzazione fa sì che esse siano efficaci esclusivamente nella zona da trattare senza danneggiare i tessuti limitrofi. Le onde d’urto sono quindi una metodica non invasiva, ben tollerata e di ottima efficacia.

In quali casi utilizzare le onde d'urto

L'onda d'urto in particolare utilizza l'effetto di litotrizia facendo riassorbire le calcificazioni e svolgendo un effetto rigenerativo sui tessuti muscolari, ossei e tendinei.

Questa terapia medica viene pertanto utilizzata nelle epicondiliti, nelle fasciti plantari, nelle tendinopatie calcifiche e non calcifiche, in caso di pubalgie, di esiti fibrotici di lesioni, strappi muscolari, e nei ritardi di consolidazione. Il suo è un effetto non solo antalgico ma rigenerativo per i tessuti e per un migliore recupero funzionale. E' importante sottolineare che le onde d’urto focali possono essere prescritte esclusivamente da personale medico e che la loro somministrazione deve essere effettuata da un medico esperto che ne definirà anche le modalità di applicazione.

Durante il trattamento la calibrazione sulla sede di applicazione varia a seconda della tipologia del macchinario (elettro-magnetico, elettro-idraulico, balistico, ecc.) e può essere eseguita o per manovre esterne o tramite controllo strumentale ecografico (per i trattamenti sui tendini e legamenti) o mediante controllo ampliscopico (una sorta di radiografia, ma eseguita con minore utilizzo di radiazioni nel caso di trattamenti sull’osso o grandi articolazioni).

“Nel Poliambulatorio Antalgik di Mestre – sottolinea il dott. Giuseppe Maradei – abbiamo la ORTHOGOLD100 della MTS, una macchina di ultimissima generazione che genera onde d’urto elettroidrauliche tramite scariche ad alta energia applicate ad un elettrodo immerso in acqua. La scarica fa immediatamente evaporare l’acqua tra le estremità degli elettrodi creando un’onda d’urto acustica sferica. La dimensione del volume focale che ne deriva dipende dalla forma del riflettore. Il posizionamento del riflettore inoltre permette di trasferire l’onda d’urto sull’area da trattare del paziente. L’accoppiamento della testa terapeutica sul paziente viene effettuata tramite l’uso di gel per ultrasuoni. I protocolli prevedono in media da tre a quattro sedute per le patologie di natura ortopedica, sei sedute per quelle andrologiche mentre, per quelle dermatologiche ed estetiche generalmente sono consigliate più sedute. La cadenza è quasi sempre settimanale”.

La terapia delle onde d'urto, che viene eseguita sempre da un medico, agisce localmente in maniera focale e precisa nel punto da trattare tramite l’applicazione di un puntatore esterno appoggiato alla cute attraverso il quale si propagano le onde. Sono degli impulsi pressori della durata di una frazione di tempo brevissima che generano una forza meccanica diretta avente come obiettivo principale la stimolazione dei processi riparativi a livello osseo, muscolare e tendineo, e la creazione di meccanismi con effetto antinfiammatorio-rigenerativo ed analgesico dei tessuti molli con aumento del flusso di sangue a livello locale, il che determina a sua volta la rimozione di alcune sostanze proinfiammatorie e l’arrivo di nuove cellule che favoriscono i processi di riparazione e guarigione del tessuto.

L’effetto antidolorifico, invece, è dato dalla liberazione di sostanze endorfiniche e dal blocco di alcuni recettori specifici coinvolti nei sistemi neurologici che portano al dolore.

“Ricapitolando, – spiega il dott. Maradei - le onde d’urto focali sono delle onde acustiche ad alta energia. Le strutture che attraversano sono quindi sottoposte a gradienti pressori elevatissimi al loro transito. Gli impulsi pressori prodotti dalle onde d'urto sono capaci di indurre, a livello delle zone colpite, riduzione del dolore e dell’infiammazione dei tessuti, neoformazione dei vasi sanguigni e riattivazioni dei processi riparativi. Quando un'onda d'urto attraversa un fluido, genera la formazione di bolle di gas di dimensioni variabili a seconda dell’energia sprigionata, e queste, colpite da una successiva onda d'urto, danno luogo ad una violenta implosione che forma un getto d’acqua che, colpendo i tessuti vicini, determina delle microlesioni la cui entità è in funzione del numero degli impulsi e dell'energia. L’atto analgesico è dato dalla modificata eccitabilità della membrana cellulare dove i recettori del dolore, non potendo generare alcun potenziale, impediscono l’insorgenza del dolore stesso. Le onde d'urto inoltre stimolano i recettori del dolore a generare un’alta quantità di impulsi nervosi che bloccano la trasmissione del segnale ai centri cerebrali, perciò la soglia del dolore si innalza e aumenta il livello dei radicali liberi nell’ambiente cellulare che generano sostanze inibitorie del dolore. Quindi gli effetti delle onde d'urto sui tessuti sono strettamente correlati ai dosaggi utilizzati (potenza e numeri di colpi). Una semplice risposta antidolorifica ed antiflogistica può richiedere potenze basse e medie sufficienti per un wash-aut della regione trattata ed un incremento della vascolarizzazione tale da portare ad un più fisiologico metabolismo locale. Quando sono presenti calcificazioni o pseudo-artrosi, le potenze richieste sono più elevate, tenendo conto della sede e delle dimensioni”.

Patologie trattate con le onde d'urto in ambito ortopedico

“In ambito ortopedico, - prosegue il dott. Maradei - le patologie che trattiamo efficacemente con le onde d'urto sono: pseudoartosi o mancato consolidamento delle fratture (ossa carpali e della mano, radio ed ulna, tibia, ossa tarsali e della mano), tendinosi e tendiniti (in particolare nelle patologie a carico della cuffia dei rotatori a livello della spalla), tendinopatia e borsite calcifica della spalla, epicondilite ed epitrocleite (rispettivamente “gomito del tennista” o “gomito del golfista”), tendinopatie inserzionali croniche, fascite plantare ((la cosiddetta “spina calcaneare” o “sperone”), patologie del tendine rotuleo del ginocchio (“ginocchio del saltatore”), osteonecrosi in stadi iniziali, sindromi miofasciali, stiramenti e strappi muscolari. Patologie queste che vengono trattate sia in fase acuta che cronica”.

In particolare, nelle patologie acute i benefici possono essere apprezzati anche piuttosto precocemente e, per questo motivo, tale terapia trova un diffuso utilizzo tra gli sportivi (professionisti e non), offrendo una più rapida guarigione e un anticipato ritorno all’attività agonistica. La terapia con onde d’urto può anche essere utilizzata come integrazione ad una terapia chirurgica per accelerare i tempi di recupero o per debellare uno stato infiammatorio eventualmente residuo. In conclusione, questo tipo di terapia consente di ridurre o sostituire il ricorso ai trattamenti chirurgici, consente di ridurre l’uso dei farmaci anti-infiammatori e antidolorifici, velocizza i processi di guarigione, è semplice, sicura e ha effetti collaterali quasi nulli.

“Ovviamente – raccomanda il dott. Maradei - come per tutti i trattamenti, esistono delle controindicazioni che in tal caso possiamo riassumere così: nuclei di accrescimento nel punto focale, malattie della coagulazione del sangue, gravidanza, pazienti con pacemaker, tessuto polmonare nel punto focale, encefalo, midollo spinale, grandi nervi nel punto focale (vertebre, costole ecc.), neoplasie, infezioni dei tessuti molli o dell'osso, bambini o adolescenti (la presenza di nuclei di ossificazione non ancora saldati infatti è una controindicazione alla terapia)”.

Negli ultimi anni, una sempre maggiore attenzione nei confronti di questa metodica, ha portato a interessanti risultati e notevole efficacia anche in ambito dermatologico, in particolare nel trattamento e nell’accelerazione della guarigione di molte lesioni come ferite, ustioni o ulcere, e in ambito andrologico in caso di disfunzione erettile e interventi chirurgici di prostatectomia. Non solo, ma le onde d'urto trovano un valido impiego anche nel campo della medicina estetica. Parliamo di un trattamento in grado di contrastare cellulite e piccoli accumuli di grasso, ma anche e soprattutto di restituire alla pelle un tono più giovane grazie alla capacità di rivascolarizzazione, di miglioramento del circolo e di rigenerazione cellulare che le onde sono in grado di attivare. Un trattamento che praticamente non ha controindicazioni e i cui risultati sono visibili fin da subito.

Maggiori informazioni sulle cure

Terapia con le onde d'urto a Bologna e a Mestre (Venezia)

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