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Vittime di noi stessi

pubblicato il 09/06/2016 |

Di Marco Montanari
blog foto riquadro 11

Abbiamo un'aspettativa di vita più lunga, ma ci troviamo ad affrontare patologie "figlie" delle... comodità che abbiamo inventato.


Un nemico insidioso, invisibile, con un nome che nell’immaginario collettivo evoca pensieri positivi: civilizzazione. Già, tutti noi – a vario livello – siamo vittime di noi stessi. Perché la civilizzazione, costante anelito dell’Umanità da che mondo è mondo, ha allungato la nostra aspettativa di vita, rendendo la stessa sicuramente più ricca e variegata, ma ci ha indotto a cadere in trappola. Lontani i tempi in cui si sforzava la memoria per ricordare i numeri di telefono di parenti e amici: adesso è tutto custodito nella SIM del nostro smartphone. Oggi, ammettiamolo, civilizzazione molto spesso fa rima con pigrizia. Senza muoversi da casa, è possibile fare praticamente tutto: la spesa (addirittura ordinando un intero menù già cucinato), gli acquisti più disparati... Addirittura non c’è più neanche bisogno di vestirsi, uscire di casa e andare in edicola a comprare il quotidiano: basta accendere la televisione o il computer ed è il giornale a venire da noi…
Tutto tremendamente comodo, ovvio, ma la comodità nasconde un’insidia. Siamo diventati pigri, fisicamente e mentalmente, correndo il rischio – paradossalmente – di vivere più a lungo ma peggio, costretti a combattere le cosiddette “malattie da civilizzazione”.
Se un tempo dovevamo combattere contro la stanchezza, oggi ce la vediamo con disturbi cardiocircolatori, malattie del metabolismo, sovrappeso, disturbi digestivi, disturbi causati da campi elettromagnetici, allergie e malattie cutanee croniche. E allora, che fare? Rinunciare alle tecnologie e alla civilizzazione tout court? Ovviamente no. Per non finire realmente vittime di noi stessi, basterà usare una medicina che ci è stata tramandata dai nostri avi: il buon senso. Sono le tecnologie a essere al nostro servizio, non viceversa. Se Leonardo da Vinci avesse avuto a disposizione un Tablet, non avrebbe comunque rinunciato al suo meraviglioso cervello, al massimo avrebbe creato qualcosa di ancora più grande. E allora, non facciamoci irretire da quelle che si sono presentate con l’etichetta di “comodità” e che rischiano di renderci schiavi. Quindi, teniamo pure a portata di mano PC e smartphone, ma seguiamo una sana alimentazione, concediamoci un minimo di attività fisica tacitando le sirene della sedentarietà, teniamo allenato il corpo e lo spirito. Solo a quel punto, quando cioè avremo compiuto questi piccoli-grandi gesti, saremo in grado di apprezzare appieno quanto di buono ci ha regalato la civilizzazione: una vita più lunga. Ecco: rendiamola anche più serena
 
 

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